L’importanza d’esami medici periodici e regolari non è più messa in discussione da nessuno.Si tratta semplicemente di salvaguardare la propria salute.Gli uomini d’affari competenti sono consapevoli della necessità di eseguire inventari annuali preconoscere l’estensione o meno del loro commercio e per poter formulare dei progetti per il futuro.
La necessità di una messa a punto personale, di un inventario della propria vita spirituale è chiaramente enunciata dall’apostolo Paolo:“Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi? A meno che non siate riprovati” 2Corinzi 13:5.
Non c’è alcun dubbio che la necessità di un esame della nostra personale situazione spirituale è strettamente collegata con lo spazio che Gesù occupa nel nostro cuore, oltre che non il nostro desiderio di vivere la vera fede.
QUAL E’ IL CRITERIO DI QUEST’ESAME?
L’esortazione ad esaminare se stessi, la propria condizione, il proprio stato, la propria situazione spirituale, implica un criterio di valutazione senza il quale, il nostro esame, la nostra auto-critica, diviene impossibile.Purtroppo molte persone tentano di analizzare la propria spiritualità senza basarsi su elementi certi, ma facendo affidamento soltanto sulle proprie opinioni.Queste persone, ben intenzionate, ma mal guidate, cercano di sondare il loro “io” e si ritengono a posto e soddisfatte per il solo fatto di seguire la propria coscienza, ma in realtà non si rendono conto che esse stanno seguendo soltanto le proprie emozioni fallibili.Esse affermano con sicurezza:“Non posso sbagliarmi perché sto seguendo la voce del mio cuore”.
Ci sono dei proverbi nella Bibbia che dovrebbero farci riflettere sul pericolo a cui andiamo incontro quando ci basiamo unicamente sulle nostre impressioni personali.
Proverbi 14:12C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma la sua fine sfocia in vie di morte.
Proverbi 16:25C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma la sua fine sfocia in vie di morte.
Proverbi 28:26 Chi confida nel proprio cuore è uno stolto, ma chi cammina saggiamente sarà salvato.
Dio non ha mai stabilito né insegnato che una qualsiasi emozione o altra speciale suggestione serviranno di base per la salvezza degli uomini.
Il Nuovo Testamento, scritto da uomini ispirati da Dio, dimostra senza alcuna possibilità di equivoco che la vera fede di ciascuna persona non si basa sulle proprie emozioni, ma si fonda unicamente sulla conoscenza della Parola di Dio:“ infatti, non vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signor nostro Gesù Cristo, andando dietro a favole abilmente escogitate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà”. 2Pietro 1:16.“Ora, fratelli, vi dichiaro l'evangelo che vi ho annunziato, e che voi avete ricevuto e nel quale state saldi, e mediante il quale siete salvati, se ritenete fermamente quella parola che vi ho annunziato, a meno che non abbiate creduto invano”. 1Corinzi 15:1-2.
Tutte le facoltà umane vengono in uguale misura coinvolte nel processo di liberazione dal peccato che conduce l’uomo verso la salvezza spirituale.“La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio”.Romani 10:7.
“Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua e con tutta la tua mente”.Matteo 22:37(Cfr anche Marco 12:30; Luca 10:27 e Deuteronomio 6:5)
Avendo Dio parlato agli uomini per mezzo delle Sacre Scritture (Ebrei 1:1-2), chiunque desideri accostarsi ad esse ed eseguire il proprio check-up spirituale, non può prescindere dalle proprie facoltà intellettuali che gli permettono di conoscere e comprendere la volontà del Padre Eterno.
Inoltre che intende entrare nel regno dei cieli deve necessariamente fare la volontà di Dio:“Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”.Matteo 7:21.Non è quindi assolutamente possibile prescindere dalla conoscenza di questa volontà divina.
Non è tuttavia nostra intenzione insinuare l’idea che si debba bandire ogni sentimento nel nostro rapporto con Dio.Tutt’altro.Noi dobbiamo soltanto guardare le cose nella loro giusta prospettiva.La Bibbia ci insegna che noi otteniamo il perdono, la gioia, la pace per mezzo di un sentimento o di una impressione.
Di conseguenza un esame spirituale su noi stessi, provocato da un sentimento qualsiasi, alla fine si riduce poi ad un esercizio o ad un atto devozionale puramente soggettivo senza alcun riferimento certo.Bisogna comprendere che alla fin fine la nostra salute,tanto fisica che spirituale, non dipende da ciò che noi proviamo, ma da uno stile di vita che ci impegniamo a seguire.
Gesù stesso infatti disse: “Perché mi chiamate, "Signore, Signore", e non fate quello che dico?” Luca 6:46
Da parte sua l’apostolo Paolo parla di Gesù come di colui che è divenuto “autore di salvezza eterna per tutti coloro che gli ubbidiscono”.(Ebrei 5:9)
Certe persone immaginano di poter fare il loro “inventario” spirituale confrontandosi con gli altri o con la moda corrente.In Luca 18:11 Gesù si presenta un certo fariseo che pregava in questo modo:"O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini…..”.Ma la preghiera di quest’uomo non fu accolta da Dio perché la morale comune (o cosiddetto “comune senso del pudore”) non può essere un valido criterio di valutazione per il nostro esame spirituale, che deve riguardare soltanto noi stessi alla luce della Parola di Dio.
“Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte nel corpo in base a ciò che ha fatto, sia in bene che in male”.2Corinzi 5:10.
“Così dunque ognuno di noi renderà conto di se stesso a Dio”.Romani 14:12.
Non può esserci quindi alcun dubbio che il nostro destino eterno si deciderà nel giorno della risurrezione dai morti sulla base dei rapporti da noi intrattenuti con la Parola di Dio mentre eravamo in questa vita terrena.
Questa Parola dunque è l’unico criterio che ci permette in ogni istante di vedere spiritualmente in modo chiaro dentro di noi per saper se siamo o meno in armonia con la Volontà di Dio.
Per Giacomo la Parola di Dio è come uno specchio che permette di riflettere la vera immagine spirituale del credente che è in perfetto accordo con ciò che Dio desidera da lui:“Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi.Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com'era.Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare”.Giacomo 1:22-25
Un vero esame personale, spirituale e profondo non può compiersi con l’aiuto di emozioni o di comportamento altrui o con la morale corrente.Questo esame può essere credibile soltanto se viene compiuto alla luce della Parola di Dio che vive ed opera in noi efficacemente perchè è capace di scrutare profondamente i sentimenti più nascosti del cuore umano, come troviamo scritto in Ebrei.“Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore.E non v'è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto”.Ebrei 4:12-13.
E tu, caro amico,
hai mai fatto una seria verifica della tua situazione spirituale?
Se è veroche“tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione di ciò che ha fatto quando era nel corpo, sia in bene sia in male”.2Corinzi 5:10,allora questa verifica è non solo indispensabile, ma anche urgente in quanto deve essere fatta mentre siamo ancora in questa terra, perché poi sarà troppo tardi.
Se è veroche “ognuno di noi renderà conto di se stesso a Dio”.Romani 14:12, allora questa verifica è una responsabilità strettamente personale che non può essere delegata ad altri.
Se è veroche “la fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio”. Romani 10:17,allora dobbiamo ascoltare questa Parola e non quella degli uomini.
Se è veroche“Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo” 1Timoteo 2:5 e che “E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c'è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati”. Atti 4:12, allora la nostra verifica deve avere come punto di riferimento soltanto Cristo e non gli insegnamenti degli uomini che troviamo nei catechismi o nei trattati di teologia.
Se è veroche“Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte ed in svariati modi ai nostri padri per mezzo dei profeti”(Antico Testamento), “in questi ultimi giorni ha parlato” (Nuovo Testamento) per “mezzo del suo Figlio” (Cristo), “che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l'universo” Ebrei 1:2,ed al quale ha dato ogni potestà sia in cielo che in terra (Matteo 28:18), allora la nostra verifica deve essere fatta esclusivamente sulla base degli Scritti Sacri che troviamo nei libri della Bibbia (Antico e Nuovo Testamento); soltanto in essi infatti noi possiamo conoscere il proponimento di Dio per la salvezza di tutti gli uomini“che egli ha messo in atto in Cristo risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei luoghi celesti” Efesini 1:20.
Se è vero tutto questo, allora non possiamo avventurarci nel mondo religioso attuale, che è lacerato, frazionato e diviso, senza correre il rischio di rimanere vittime della trappola delle sette o del fanatismo, ma dobbiamo ripartire da zero, per ritornare alle origini, alla Bibbia.La risposta è solamente là, in tutta la sua originalità, in tutta la sua limpida semplicità.La sola cosa sulla quale possiamo contare ed aver fiducia è la Parola di Dio, per tutto ciò che essa comporta e per la possibilità che essa offre di avere un rapporto diretto con Dio in tutta la sua purezza e semplicità.
“Ecco, io vengo presto e il mio premio è con me, per rendere ad ognuno secondo le opere, che egli ha fatto. Io sono l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine, il primo e l'ultimo».Beati coloro che adempiono i suoi comandamenti per avere diritto all'albero della vita, e per entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i maghi, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna.«Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per testimoniarvi queste cose nelle chiese. Io sono la Radice e la progenie di Davide, la lucente stella del mattino”. Apocalisse 22:12-16.
Franco Malfitano, Padova.
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