Se unacomunitàdecidesse di realizzare un programma relativo alla predicazione dell’Evangelo, ispirandosi, come d’altra parte è logico e soprattutto giusto, a quanto ci dice Gesù stesso parlandoci per mezzo delle Sacre Scritture relativamente al metodo già praticato da Lui e dai suoi apostoli e discepoli. Che cosa dovrebbe fare ?
Prima di tutto dovrebbe esserci laseria e decisa volontà di uno o più giovani ben intenzionati a volersi preparare in maniera il più possibile adeguata alla Evangelizzazione, per poi dedicare la propria vita (a tempo parziale ed eventualmente anche a tempo pieno) a realizzare il Grande Mandato di Gesù:”Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”Matteo 28:19.
Quale programma a questo punto si dovrebbe seguire?
Mettere in pratica quanto l’apostolo Paolo afferma in maniera decisamente precisa nella sua 2° lettera a Timoteo, chiarendo in modo inequivocabile quanto già espresso nella sua 1° lettera allo stesso evangelista:“Non imporre con precipitazione le mani ad alcuno e non partecipare ai peccati altrui; conserva te stesso puro.” 1Timoteo 5:22 (come lo stesso Paolo si era comportato con Timoteo appunto) ma dunque:“Tu dunque, figlio mio, fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù;e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri.”2Timoteo 2:1-2.
E crediamo che qui Paolo ci presenti LE DUE fondamentali caratteristiche, imprescindibili da cui cioè non si può prescindere, o fare astrazione, separare ecc., per chi desideri “INSEGNARE” ad altri come divenire seguaci di Gesù.Pertanto due qualità, non solo come dovrebbe essere per ogni vero discepolo di Gesù, ma specialmente e soprattutto per chi desiderasse “.... svolgere il compito di ‘EVANGELISTA...’(Annunciatore di Buona Novella)2Timoteo 4:1-5 Ti scongiuro dunque davanti a Dio e al Signore Gesù Cristo, che ha da giudicare i vivi e i morti, nella sua apparizione e nel suo regno: predica la parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, rimprovera, esorta con ogni pazienza e dottrina.Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole.Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, fa' l'opera di evangelista e adempi interamente il tuo ministero.
Inteso (l’ultimo termine) come dono speciale di Dio, almeno come lo stesso Paolo si esprime in Efesini, elencando diversi incarichi divini affidati a personaggi diversi, ma con l’unico scopo di:“rendere idonei i santi (educandoli e perfezionandoli nella comprensione della verità divine e come condursi in esse, al fine) di compiere l’opera del ministero per l’edificazione del Corpo di Cristo”:“E’ Lui (il Signore) che ha dato alcuni come apostoli, ....altri in qualità di EVANGELISTI...”Efesini 4:11-16 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministero e per l'edificazione del corpo di Cristo, finché giungiamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo affinché non siamo più bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell'errore, ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l'edificazione di se stesso nell'amore.
Pertanto, in che cosa consiste il programma e come realizzarlo?In base ai passi dell’apostolo Paolo appena citati, la comunità interessata ha di fronte tre tempi o meglio tre cammini da percorrere:
a)a)Preparazione spirituale (FEDELTÀ) del soggetto o dei soggetti che intendono dedicarsi alla predicazione dell’Evangelo.
b)b)Mettere gli stessi soggetti nella condizione di essere CAPACI di evangelizzare con una adeguata preparazione per mezzo di una SCUOLA-PRATICA.
c)c)“Imporre le mani“ nel tempo ai soggetti, cioè incaricandoli e seguendoli continuamente perché la loro Capacità sia sempre allineata alla loro Fedeltà:“Custodisci il buon deposito che ti è stato affidato mediante lo Spirito Santo che abita in noi.”2Timoteo 1:14
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a)Preparazione spirituale (FEDELTÀ) dei soggetti che intendono dedicarsi alla predicazione dell’Evangelo.
Atti 16:1-2Or egli giunse a Derbe e a Listra; qui c'era un discepolo, di nome Timoteo, figlio di una donna giudea credente, ma di padre greco, di cui rendevano buona testimonianza i fratelli di Listra e di Iconio.(e Derbe? Secondo Atti 20-4Or l'accompagnarono fino in Asia Sopatro di Berea, Aristarco e Secondo di Tessalonica, Gaio di Derbe e Timoteo, e Tichico e Trofimo, oriundi dell'Asia.
Il passo appena citato ci pone dinanzi alla basilare condizione che fa di un seguace di Gesù il suo vero Discepolo.Come d’altronde e giustamente l’ellenico Luca definisce Timoteo, conoscendo l’esatto significato del termine “discepolo” e perciò lo usa esclusivamente con il suo preciso significato.E pur trattandosi di un soggetto (Timoteo) di costituzione malaticcia e di salute cagionevole per le “sue frequenti infermità/malattie”. 1Timoteo 5:23 Non bere più soltanto acqua, ma fa' uso di un po' di vino a causa del tuo stomaco e per le tue frequenti infermità.(accomunate in questo a Paolo per la “compagnia” del “angelo di satana?) 2Corinzi 12:7Inoltre, affinché non m'insuperbisca per l'eccellenza delle rivelazioni, mi è stata data una spina nella carne, un angelo di Satana per schiaffeggiarmi affinché non m'insuperbisca. Allo Spirito Santo sembra interessi solo l’aspetto spirituale di Timoteo, a cui certamente darà la forza anche per sopportare i gravi disagi fisici provocati da una perenne serie di infermità.E che la giusta condizione di discepolo per Timoteo sia tale e perciò reale, viene TESTIMONIATA da una, due o forse tre e più comunità nel circondario della Licaenia dove si trovano Derbe, Listra, Iconio ecc.Ed il verbo passivo che Luca usa appositamente può e deve avere un solo e preciso significato:“Riceveva una buona testimonianza”, nel senso che “godeva di buona fama” presso varie comunità.
E qui la domanda è d’obbligo:Come mai la buona testimonianza, indifferentemente, viene da varie comunità, e non (necessariamente?) da una sola?Luca infatti, volontariamente, non si riferisce ad una sola!!!
La crescita spirituale del giovane malaticcio Timoteo è dovuta allora a tutti (o a tanti?)i fratelli dei vari gruppi della zona, quali“giunture di tutto il Corpo (UNO!!!)ben collegato e ben connesse per trarre il proprio sviluppo nella misura del vigore di OGNI SINGOLA parte, per edificare SE STESSO nell’amore”?Efesini 4:11-16 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l'opera del ministero e per l'edificazione del corpo di Cristo, finché giungiamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo affinché non siamo più bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell'errore, ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l'edificazione di se stesso nell'amore.
E perché Paolo (ispirato da Dio, crediamo!!!) conclude il passo di Efesini con un singolare (“se stesso”-l’UNO-CORPO) e non con il plurale relativo per logica (?) a tante giunture?
Nel senso cioè che l’edificazione, per quanto è possibile, viene alimentata da più fratelli, anzi più sono e meglio è, a qualsiasi gruppo locale appartengono, MA TUTTI facenti parte di un Corpo Solo!Per questo il “singolare” di Paolo?E se invece il verbo della testimonianza è al plurale in Atti, “testimoniavano”, cioè che erano più gruppi locali a testimoniare, significa e si vede che le cose veramente stavano o devono o possono stare così, secondo lo Spirito Santo che ha ispirato Luca!Ma forse anche perché lo Spirito Santo SA che una edificazione “monolitica” (cioè di una sola ed esclusiva comunità) potrebbe non risultare sicura, per il fatto (reale – purtroppo!) che un solo gruppo, da solo, potrebbe essere più soggetto ad insegnamenti non perfetti?La realtà di Atti 16: 1-2, pone certamente il problema.
E crediamo perciò che la crescita di chi vuole divenire sempre più FEDELE, sarà sempre più sicura realtà se ci saranno sempre più fratelli che insieme collegati forniranno il loro vigore e quindi l’aiuto per una fedeltà sempre più FEDELE!
Pertanto, non è forse questo il primo compito di tutta la comunità ed altri fratelli con loro per preparare dei soggetti alla predicazione, dimostrando così che gli “Evangelisti” (e anche Anziani ecc.) non nascono “come funghi”, ma che sono invece il naturale frutto di assemblee già mature?
"L’assemblea” che Gesù promise di fondare, non sarà allora come “una nave scuola”, dove si impara il “mestiere” di discepolo, per poi poterlo insegnare ad altri?
Per questo allora Gesù “cominciò prima a fare e poi ad insegnare?”Matteo 9:35-38 E Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l'infermità fra il popolo.Vedendo le folle, ne ebbe compassione perché erano stanche e disperse, come pecore senza pastore.Allora egli disse ai suoi discepoli: «La mèsse è veramente grande, ma gli operai sono pochi.Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse».I dodici e la loro missione evangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità fra il popolo.Vedendo le folle, ne ebbe compassione perché erano stanche e disperse, come pecore senza pastore.Allora egli disse ai suoi discepoli: «La mèsse è veramente grande, ma gli operai sono pochi.Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse».
b)Mettere i soggetti interessati nella condizione di essere CAPACI di evangelizzare con una adeguata preparazione per mezzo di un SCUOLA-PRATICA.
“...Paolo volle che (Timoteo) andasse con lui; perciò lo prese..... passando da una città all’altra ... e le assemblee dunque si fortificavano nella fede e crescevano ogni giorno di numero”.Atti 16:1-5Or egli giunse a Derbe e a Listra; qui c'era un discepolo, di nome Timoteo, figlio di una donna giudea credente, ma di padre greco, di cui rendevano buona testimonianza i fratelli di Listra e di Iconio. Paolo volle che questi andasse con lui; così presolo con sé, lo circoncise a motivo dei Giudei che erano in quei luoghi, perché tutti sapevano che suo padre era greco. E, come essi attraversavano le città, ordinavano loro di osservare le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani a Gerusalemme.Le chiese dunque erano fortificate nella fede e crescevano di numero ogni giorno.
Perché Paolo volle che andasse con lui e lo prese?
Per frequentare una qualche scuola-dottrinale, o per SEGUIRE Paolo nell’unica scuola possibile,, la famosa scuola “peripatetica”, cioè un modo di vivere, di comportarsi e di esercitarsi per imparare il “mestiere” di Evangelista?Ecco perché allora Luca aveva già descritto e sancito nello stesso libro di Atti (per volontà divina) il principio fondamentale della Scuola di Gesù:
“................... ha parlato di tutte quelle che Gesù
cominciò a fare e
ad ..................... insegnare!
Atti 1:1 Io ho fatto il primo trattato, o Teofilo, circa tutte le cose che Gesù prese a fare e ad insegnare.
Deve comunque lo stesso Luca congiunge in una perfetta unità e perciò indivisibile il fare e l’insegnare e perciò le azioni e la dottrina di Gesù.E’ bello però ed importante poter notare e far notare anche in questo studio a tutti il fatto che Luca faccia (il proposito) precedere l’azione alla dottrina!Precisando, in ogni caso, con l’aggettivo “tutte” (anche se aggettivo indefinito) che la sua narrazione (dell’Evangelo a cui si riferisce) era sostanzialmente completa sia in relazione ai fatti che ai detti di Gesù!
In quanto a Gesù, per preparare i suoi apostoli e i suoi discepoli, aveva praticata una scuola prima pratica e poi dottrinale?Questo allora era l’unico motivo per cui Gesù ripeteva a tutti e a ciascuno lo stereotipato (fisso – immutabile) verbo:Seguitemi, seguimi?
E allora ha ragione anche l’apostolo Pietro, quando invita i 120 a scegliere il sostituto di Giuda Iscariota per poter ricomporre il numero degli apostoli (12):
Affinché“... uno diventi testimone
CON NOI...
bisogna che sia stato in
NOSTRA COMPAGNIA
tutto il tempo che il Signore Gesù visse
CON NOI...”Atti 1:15-26In quei giorni Pietro, alzatosi in mezzo ai discepoli (or il numero delle persone riunite era di circa centoventi), disse: «Fratelli, era necessario che si adempisse questa Scrittura, che lo Spirito Santo predisse per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fu la guida di coloro che arrestarono Gesù. Perché egli era stato annoverato tra noi e aveva avuto parte in questo ministero.Egli dunque acquistò un campo col compenso dell'iniquità e, essendo caduto in avanti, si squarciò in mezzo, e tutte le sue viscere si sparsero.Questo divenne noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, cosicché quel campo nel loro proprio linguaggio è chiamato Akeldama, che vuol dire: "Campo di sangue".È scritto infatti nel libro dei Salmi: «Divenga la sua abitazione deserta e non vi sia chi abiti in essa», e: «Un altro prenda il suo ufficio».Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia per tutto il tempo in cui il Signor Gesù è andato e venuto tra noi , cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui egli fu portato in cielo da mezzo a noi, uno di questi diventi testimone con noi della sua risurrezione».Or ne furono presentati due: Giuseppe, detto Barsaba, che era soprannominato Giusto, e Mattia.E pregando, dissero: «Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, mostra quale di questi due hai scelto, per ricevere la sorte di questo ministero e apostolato, dal quale Giuda si è sviato per andare al suo luogo».Così tirarono a sorte, e la sorte cadde su Mattia; ed egli fu aggiunto agli undici apostoli.
(Rileggere i tre Evangeli Sinottici cercando di “SEGUIRE” Gesù nella SUA SCUOLA!)
Ma Paolo apostolo, per esempio, pur essendo stato alla scuola del grande Gamaliele; e, soprattutto, essendo stato addirittura
“prescelto fin dal seno di mia madre”
da parte di Dio in persona,
“rivelandomi il Figlio Suo
perché lo annunciassi fra gli stranieri” Galati 1:11-24Ora, fratelli, vi faccio sapere che l'evangelo, che è stato da me annunziato, non è secondo l'uomo, poiché io non l'ho ricevuto né imparato da nessun uomo, ma l'ho ricevuto per una rivelazione di Gesù Cristo.Avete infatti udito quale fu un tempo la mia condotta nel giudaismo, come perseguitavo con grande ferocia la chiesa di Dio e la devastavo.E progredivo nel giudaismo più di molti coetanei tra i miei connazionali, essendo estremamente zelante nelle tradizioni dei miei padri.Ma quando piacque a Dio, che mi aveva appartato fin dal grembo di mia madre e miha chiamato per la sua grazia, di rivelare in me suo Figlio, affinché l'annunziassi fra i gentili, io non mi consultai subito con carne e sangue, né salii a Gerusalemme da quelli che erano stati apostoli prima di me, ma me ne andai in Arabia e ritornai di nuovo a Damasco.Poi, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per andare a vedere Pietro e rimasi con lui quindici giorni.E non vidi alcun altro degli apostoli, se non Giacomo, il fratello del Signore.Ora, quanto alle cose che vi scrivo, ecco, davanti a Dio non mento.Poi andai nelle regioni della Siria e della Cilicia.Or io ero sconosciuto personalmente alle chiese della Giudea, che sono in Cristo,ma esse udivano soltanto dire: «Colui che prima ci perseguitava, ora annunzia quella fede che egli devastava», e glorificavano Dio per causa mia.”
Perché dopo un lungo periodo dalla sua conversione con la particolare e singolare visione sulla via di Damasco, si è forse dovuto assoggettare anche lui ad un periodo di pratica, d’addestramento e di esercizio nell’annunzio della Nuova Via?Leggere con attenzione Atti 11:19-26, dove incontriamo Barnaba, inviato da Gerusalemme ad Antiochia, perché era
“un uomo virtuoso, pieno di Spirito Santo e di fede”,
il quale “esortò tutti ad attenersi al Signore....
e “Poi, partì verso Tarso a cercare Saulo;
e dopo averlo trovato, LO condusse ad Antiochia.
Essi per un anno intero.....” Atti 11:19-26Or coloro che erano stati dispersi a motivo della persecuzione iniziata con Stefano, arrivarono fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiochia, annunziando la parola a nessun altro, se non ai soli Giudei.Or alcuni di loro originari di Cipro e di Cirene, arrivati ad Antiochia, iniziarono a parlare ai Greci, annunziando il Signore Gesù.E la mano del Signore era con loro; e un gran numero credette e si convertì al Signore.La notizia di questo pervenne agli orecchi della chiesa che era in Gerusalemme; ed essi inviarono Barnaba, perché andasse fino ad Antiochia.Quando egli giunse, vista la grazia di Dio, si rallegrò e esortava tutti a rimanere fedeli al Signore con fermo proponimento di cuore, perché egli era un uomo dabbene, pieno di Spirito Santo e di fede. E un gran numero di persone fu aggiunto al Signore.Poi Barnaba partì per andare a Tarso in cerca di Saulo e, trovatolo, lo condusse ad Antiochia.E per un anno intero essi si radunarono con la chiesa e ammaestrarono un gran numero di gente; e, per la prima volta ad Antiochia, i discepoli furono chiamati Cristiani.
Certamente Barnaba ben conosceva Paolo Atti 9:27 Allora Barnaba lo prese e lo condusse dagli apostoli, e raccontò loro come egli, lungo la strada, aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come a Damasco aveva parlato con franchezza nel nome di Gesù. il persecutore-perseguitato, e soprattutto
“...che è uno strumento che ho scelto
Per portare il mio nome davanti ai popoli...,”
e che già aveva provato a predicare a Damasco e Gerusalemme.Ma perché fortemente ostacolato dai Giudei, dagli stessi discepoli, dagli ellenisti ecc., “...lo condussero a Cesarea e di là lo mandarono a Tarso”Atti 9:1-28 Saulo intanto, spirando ancora minacce e strage contro i discepoli del Signore, si recò dal sommo sacerdote, e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco affinché, se avesse trovato alcun seguace della Via, uomini o donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme.Or avvenne che, mentre era in cammino e si avvicinava a Damasco, all'improvviso una luce dal cielo gli folgorò d'intorno.E, caduto a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?».Ed egli disse: «Chi sei, Signore?». E il Signore disse. «Io sono Gesù, che tu perseguiti; ti è duro recalcitrare contro i pungoli».Allora egli, tutto tremante e spaventato, disse: «Signore, che vuoi ch'io faccia?». E il Signore: «Alzati ed entra nella città, e ti sarà detto ciò che devi fare».Or gli uomini che viaggiavano con lui si fermarono attoniti, perché udivano il suono della voce, ma non vedevano alcuno.Poi Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva alcuno; allora prendendolo per mano, lo condussero in Damasco.E rimase tre giorni senza vedere, nei quali né mangiò né bevve.Or a Damasco vi era un discepolo di nome Anania, al quale il Signore disse in visione: «Anania!». Ed egli rispose: «Eccomi, Signore!».E il Signore a lui: «Alzati e recati nella strada detta Diritta, e cerca in casa di Giuda un uomo di Tarso di nome Saulo, che sta pregando; egli ha visto in visione un uomo, di nome Anania, entrare e imporgli le mani perché ricuperi la vista».Allora Anania rispose: «Signore, io ho sentito molti parlare di quest'uomo di quanto male ha fatto ai tuoi santi in Gerusalemme.E qui ha l'autorizzazione dai capi dei sacerdoti, di imprigionare tutti coloro che invocano il tuo nome».Ma il Signore gli disse: «Va perché costui è uno strumento da me scelto per portare il mio nome davanti alle genti, ai re e ai figli d'Israele.Poiché io gli mostrerò quante cose egli deve soffrire per il mio nome».Anania dunque andò ed entrò in quella casa; e, imponendogli le mani, disse: «Fratello Saulo, il Signore Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno di Spirito Santo».In quell'istante gli caddero dagli occhi come delle scaglie, e riacquistò la vista; poi si alzò e fu battezzato.E, dopo aver preso cibo, egli ricuperò le forze. Poi Saulo rimase alcuni giorni con i discepoli che erano a Damasco.E subito si mise a predicare il Cristo nelle sinagoghe, proclamando che egli è il Figlio di Dio.E tutti quelli che lo udivano stupivano e dicevano: «Non è costui quel tale che a Gerusalemme perseguitava tutti coloro che invocavano questo nome, ed è venuto qui col preciso scopo di condurli prigionieri dai capi dei sacerdoti?».Ma Saulo confondeva i Giudei che abitavano a Damasco, dimostrando che Gesù è il Cristo.Molti giorni dopo, i Giudei si consultarono assieme per ucciderlo.Ma il loro complotto venne a conoscenza di Saulo. Or essi facevano la guardia alle porte, giorno e notte, per poterlo uccidere; allora i discepoli lo presero di notte e lo calarono giù dalle mura dentro una cesta.Giunto a Gerusalemme, Saulo cercava di unirsi ai discepoli, ma avevano tutti paura di lui, non potendo credere che egli fosse un discepolo.Allora Barnaba lo prese e lo condusse dagli apostoli, e raccontò loro come egli, lungo la strada, aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come a Damasco aveva parlato con franchezza nel nome di Gesù.Così egli rimase con loro a Gerusalemme, andando e venendo, e parlava con franchezza nel nome del Signore Gesù.
Dove forse era rimasto “inoperoso per qualche anno e perciò ora ha nuovamente bisogno di essere “allenato” da Barnaba, anche sul come comportarsi un domani con Timoteo ed altri?
E Tito, “l’Evangelista”?
“Per questa ragione ti ho lasciato a Creta
perché tu metta ordine nelle cose
che rimangono a fare e
costituisca degli anziani per ogni città...” Tito 1:1-16Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo, secondo la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è secondo pietà, nella speranza della vita eterna, promessa prima di tutte le età da Dio, che non può mentire, e che nei tempi stabiliti ha manifestato la sua parola mediante la predicazione che mi è stata affidata per comando di Dio, nostro Salvatore, a Tito, mio vero figlio nella comune fede: grazia, misericordia e pace da Dio il Padre e dal Signor Gesù Cristo, nostro Salvatore.Per questa ragione ti ho lasciato a Creta, affinché tu metta ordine alle cose che restano da fare e costituisca degli anziani in ogni città, come ti ho ordinato; ciascuno di loro sia irreprensibile, marito di una sola moglie, e abbia figli fedeli che non siano accusati di dissolutezza né insubordinati.Il vescovo infatti, come amministratore della casa di Dio, deve essere irreprensibile, non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di disonesto guadagno, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, padrone di sé, che ritenga fermamente l'insegnamento secondo la fedele parola, per essere in grado di esortare nella sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono.Vi sono infatti, specialmente fra coloro che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, ciarloni e seduttori, ai quali bisogna turare la bocca; questi sovvertono famiglie intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amore di disonesto guadagno.Uno di loro, proprio un loro profeta, ha detto: «I Cretesi sono sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri».Questa testimonianza è vera, per questo motivo riprendili severamente, affinché siano sani nella fede ,senza attenersi a favole giudaiche né a comandamenti di uomini che rifiutano la verità.Certo, tutto è puro per i puri, ma niente è puro per i contaminati e gli increduli; anzi, sia la loro mente che la loro coscienza sono contaminate.Essi fanno professione di conoscere Dio, ma lo rinnegano con le opere, essendo abominevoli, disubbidienti, e incapaci di ogni opera buona.
Senza essere stato ben allenato (ed anche insegnato!) da Paolo, Tito come avrebbe potuto “mettere ordine” nelle diverse comunità esistenti in Creta?Ma soprattutto, per poter essere all’altezza di
“costituire degli anziani”,
saper preparare cioè le comunità ad essere capaci di crearseli, formarseli, farseli nascere nel proprio “seno” gli anziani, quanto tempo Tito sarà rimasto con Paolo “in allenamento”?Avrà dovuto certamente seguire tutto il necessario processo di formazione, per poi guidare a sua volta le comunità all’elezione degli anziani”
Di fronte a questo chiaro quadro, anche se sintetico e “veloce”, riusciamo certamente a ben capire la frase di Luca in Atti 16:3 Paolo volle che questi andasse con lui; così presolo con sé, lo circoncise a motivo dei Giudei che erano in quei luoghi, perché tutti sapevano che suo padre era greco.
“Paolo volle che (Timoteo) andasse con lui;
e perciò lo prese...”.
Luca infatti, ispirato da Dio, ci fa capire che proprio in quel momento incominciava per Timoteo e chiunque altro il vero “CAMMINO” DELL’ “Evangelista”, cioè dell’Araldo, dell’Annunciatore della Buona Novella, perché l’ “Evangelista” è un itinerante-discepolo per sempre imparare a predicare predicando, anche se “malaticcio”, come lo era Timoteo, ed insegnare anche ad altri ad essere un itinerante predicante discepolo!
Per cui, sarà questa l’opera che gli Anziani e i fratelli tutti della comunità dovranno svolgere, anche insieme a fratelli di altre comunità “sfruttando” cioè quelli che, con decennale esperienza, predicanoinsegnano. Questi potranno aiutare la comunità in oggetto a realizzare il programma che fu di Gesù, di Paolo e degli altri apostoli, un programma cioè
PRATICO = DOTTRINALE
.
Non solo seguendo uno schema-studio-programma ma completandolo con l’esperienza di altri e redigendone pertanto anche delle eventuali e certamente utili dispense, di cui potrà fruirne chiunque lo vorrà.
Ma sempre e solo con uno scopo:
“Seguire” Gesù per conoscerlo,
amarlo e
innamorarsi di Lui,
per poi annunziarlo a tutti i popoli.
“Preghiamo dunque il Signore della messe
perché mandi degli operai nella sua messe”
Matteo 9:35-38
c)“Imporre le mani”, nel tempo, ai soggetti interessati, incaricandoli cioè e seguendoli continuamente perché la loro Capacità sia sempre allineata alla loro Fedeltà ed insieme “custodendo il BUON DEPOSITO (cioè il prezioso tesoro delle verità divine) per mezzo dello Spirito Santo”. 1Timoteo 6:20O Timoteo, custodisci il deposito che ti è stato affidato, evitando i discorsi vani e profani e le argomentazioni contrastanti di quella che è falsamente chiamata scienza
2Timoteo 1:12 Per questo motivo io soffro anche queste cose, ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono persuaso che egli è capace di custodire il mio deposito fino a quel giorno.
2Timoteo 1:14 Custodisci il buon deposito che ti è stato affidato mediante lo Spirito Santo che abita in noi.
Di fronte al grande e responsabile compito dell’ “Imposizione delle mani”, anche per “non partecipare ai peccati altrui” 1Timoteo 5:22 Non imporre con precipitazione le mani ad alcuno e non partecipare ai peccati altrui; conserva te stesso puro. Cioè dare l’incarico a qualcuno che risulti fedele e capace di Annunziare l’Evangelo (da qui “Evangelista”?), nascono alcune domande:
Chi deve “imporre le mani”?1Timoteo 5:22
O a chi si riferisce Paolo con l’espressione
“...con l’imposizione delle mani
del collegio degli Anziani”?
1Timoteo 4:14 Non trascurare il dono che è in te che ti è stato dato per profezia, con l'imposizione delle mani da parte del collegio degli anziani.
Chi sono i “molti testimoni” in presenza dei quali l’ “Evangelista” ha udito le cose da annunziare?2Timoteo 2:1-2Tu dunque, figlio mio, fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù; e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri.
O che cosa è il “Buon o Bel Deposito”, cioè il tesoro prezioso da custodire, anche se con l’aiuto dello Spirito Santo?
Ed ancora:Fin quando dura il rapporto tra chi incarica e chi è incaricato?Cioè, l’incarico è relativo almomento dell’incarico stesso e dura solo nel tempo per il sostegno materiale?Ammesso che ci sia, in questo potrebbe anche non esserci il sostegno materiale!O prima e soprattutto e sempre si tratta dell’aiuto spirituale e perciò nel saper custodire insieme il tesoro di“Ogni Scrittura ispirata da Dio in quanto è utile ad insegnare, ecc..”? 2Timoteo 3:10-17Ma tu hai seguito da vicino il mio ammaestramento, la mia condotta, i miei consigli, la mia fede, la mia pazienza, il mio amore, la mia perseveranza, le mie persecuzioni, le mie sofferenze, che mi sono accadute ad Antiochia, a Iconio e a Listra; tu sai quali persecuzioni ho sostenuto, ma il Signore mi ha liberato da tutte.Infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati, ma i malvagi e gli imbroglioni andranno di male in peggio, seducendo ed essendo sedotti.Tu però persevera nelle cose che hai imparato e nelle quali sei stato confermato, sapendo da chi le hai imparate, e che sin da bambino hai conosciuto le sacre Scritture, le quali ti possono rendere savio a salvezza, per mezzo della fede che è in Cristo Gesù.Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Dio sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera.
E crediamo, senza vacillare, che LA RISPOSTA giusta e completa a questa e ad altre domande dello stesso genere si trovi nelle consegne testamentarie che l’apostolo Paolo ha “DEPOSITATO” nell’animo di Timoteo e di tutti gli “Evangelisti” di ogni tempo e fino alla fine dei secoli, inviando a lui l’ultimo suo scritto, prima di .....
“essere offerto in libagione” al Signore
(offrire la propria vita in sacrificio a Dio)
2Timoteo 4:6 Quanto a me, sto per essere offerto in libagione, e il tempo della mia dipartita è vicino.e chiamando per questo a testimoni Dio e Cristo Gesù a mo’ di giuramento: 2Timoteo 4:1-5Ti scongiuro dunque davanti a Dio e al Signore Gesù Cristo, che ha da giudicare i vivi e i morti, nella sua apparizione e nel suo regno: predica la parola, insisti a tempo e fuor di tempo, riprendi, rimprovera, esorta con ogni pazienza e dottrina.Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole.Ma tu sii vigilante in ogni cosa, sopporta le sofferenze, fa' l'opera di evangelista e adempi interamente il tuo ministero.
Solo così, caro “Evangelista” (o Evangelizzatore) potranno
dirti con l’apostolo Paolo gli anziani che ti imporranno le mani:
“Avrai seguito da vicino il mio insegnamento,
la mia condotta,
i miei propositi,
la mia fede,
la mia pazienza
il mio amore,
la mia costanza,
le mie persecuzioni,
le mie sofferenze...”2Timoteo 3:10-17
E per concludere, non ci rimane che ripetere ancora una volta e di un sol cuore:“Preghiamo dunque il Signore della messe perché mandi degli operai nella sua messe.Matteo 9:35-38 E Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l'infermità fra il popolo.Vedendo le folle, ne ebbe compassione perché erano stanche e disperse, come pecore senza pastore.Allora egli disse ai suoi discepoli: «La mèsse è veramente grande, ma gli operai sono pochi.Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse».I dodici e la loro missione evangelo del regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità fra il popolo.Vedendo le folle, ne ebbe compassione perché erano stanche e disperse, come pecore senza pastore.Allora egli disse ai suoi discepoli: «La mèsse è veramente grande, ma gli operai sono pochi.Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse».
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