MODALITA’ DI SEPOLTURA PRESSO I GIUDEIE RESURREZIONE DI GESU’
Presso i Giudei, al tempo di Gesù, esistevano due modalità di sepoltura dei defunti. La modalità utilizzata dipendeva spesso dalle disponibilità economiche della famiglia del defunto. Le famiglie più facoltose usavano seppellire i loro morti all’interno di grotte o in speciali tombe scavate nella roccia (Genesi 23:19-20; Matteo 27:59-60); non essendovi però grotte a sufficienza per tutti i defunti, le famiglie più povere inumavano i loro morti in questo modo: adagiavano sul terreno la bara con il corpo, la ricoprivano di terra e la circondavano con delle pietre (Luca 7:12-14).
Le grotte o le tombe scavate nella roccia erano chiuse con pesanti pietre, generalmente di forma circolare, che venivano fatte rotolare sull’apertura del sepolcro (Luca 24:2; Matteo 27:60).
Tomba scavata nella roccia risalente ai tempi biblici, con una grande pietra circolare al suo ingresso.
Abitualmente il corpo del defunto veniva lavato e avvolto in fasce di lino con gli aromi, quali misture di mirra ed aloe, utilizzate non soltanto per il loro profumo aromatico, ma anche perché ritenute sostanze purificanti. La mirra, fin da tempi remoti, fu usata come profumo e come depurativo; nell’antico Egitto veniva adoperata nell’imbalsamazione; nella farmacopea popolare fu usata come astringente e antisettico.
Quando Giuseppe d’Arimatea chiese a Ponzio Pilato (procuratore e governatore romano della Giudea) il corpo di Gesù per poterlo seppellire, compose la salma del Signore, insieme a Nicodemo (fariseo, dottore della Legge e membro del Sinedrio). L’apostolo Giovanni racconta così l’episodio: “Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma in segreto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù, e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù. Nicodemo, che in precedenza era andato da Gesù di notte, venne anch'egli, portando una mistura di mirra e d'aloè di circa cento libbre. Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso i Giudei” (Giovanni 19:38-40).
Di Giuseppe d’Arimatea la Bibbia ci dice che era un “uomo ricco” (Matteo 27:57; Isaia 53:9); egli depose, dunque, il corpo di Gesù così composto “nella propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia. Poi, dopo aver rotolato una grande pietra contro l’apertura del sepolcro, se ne andò” (Matteo 27:60).
Nel disegno qui riprodotto, si può vedere quale fosse la situazione della salma all’interno del sepolcro.
Dopo che Gesù fu seppellito, i capi dei sacerdoti e i farisei andarono da Pilato per presentargli la seguente richiesta: “Signore, ci siamo ricordati che quel seduttore,
mentre viveva ancora, disse: «Dopo tre giorni, risusciterò». Ordina dunque che il sepolcro sia sicuramente custodito fino al terzo giorno; perché i suoi discepoli non vengano a rubarlo e dicano al popolo: «È risuscitato dai morti»; così l’ultimo inganno sarebbe peggiore del primo». Pilato disse loro: «Avete delle guardie. Andate, assicurate la sorveglianza come credete». Ed essi andarono ad assicurare il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia” (Matteo 27:63-66).
Ma “verso l’alba del primo giorno della settimana” [=della domenica], “si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e vi sedette sopra. Il suo aspetto era come di folgore e la sua veste bianca come neve. E, per lo spavento che ne ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte” (Matteo 28:1-4). Allora alcuni della guardia andarono in città a riferire ai capi dei sacerdoti l’accaduto. “Ed essi, radunatisi con gli anziani e tenuto consiglio, diedero una forte somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: "I suoi discepoli sono venuti di notte e lo hanno rubato mentre dormivamo". E se mai questo viene alle orecchie del governatore, noi lo persuaderemo e vi solleveremo da ogni preoccupazione». Ed essi, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute e quella diceria è stata divulgata tra i Giudei, fino al giorno d’oggi” (Matteo 28:12-15).
La resurrezione di Gesù è così descritta nel Vangelo di Giovanni: “Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava[Giovanni]e disse loro: «Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano messo». Pietro e l'altro discepolo [Giovanni] uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. I due correvano assieme, ma l’altro discepolo [Giovanni] corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra, e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo [Giovanni] che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva risuscitare dai morti” (Giovanni 20:3-9)
Che cosa vide Giovanni che lo indusse a credere che Gesù era risuscitato dai morti?
Purtroppo, la Versione Nuova Riveduta 1994 non traduce fedelmente il participio presente del verbo greco “κειμαι” (κείμενα) riferito alla parola tradotta con “fasce” (o “bende” o “panni di lino”, secondo altre versioni). Infatti, la traduzione: “vide le fasce per terra” non solo non è corretta, ma addirittura fuorviante. L’esatta traduzione di quel participio si trova nella Versione San Paolo Edizione 1995, ed è la seguente: “vide le bende che giacevano distese”.
Dal dettagliato racconto fatto da Giovanni possiamo arguire ciò che i due apostoli videro e da cui furono indotti a credere che Gesù era risuscitato dai morti, come le Sacre Scritture avevano profetizzato: il corpo di Gesù era uscito dalle fasce lasciandole intatte, proprio come una crisalide, racchiusa in un pupario ovvero protetta da un bozzolo, fuoriesce allo stato adulto dal suo involucro lasciandolo disteso e inalterato.
In pratica, essi potrebbero aver visto qualcosa del genere:
Ossia proprio la scena che ci si sarebbe potuti aspettare nel caso di una resurrezione, con le fasce intatte e il sudario (la pezzuola con cui, presso gli Ebrei e altri popoli antichi, si usava velare il volto dei defunti) ripiegato in un luogo a parte.
Il sudario non si trovava insieme con le fasce, ma ripiegato in un luogo a parte, a corroborare il fatto che il corpo di Gesù non era stato trafugato, come in un primo momento avevano creduto le donne («Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano messo»). Chiunque avesse, infatti, trafugato la salma, l’avrebbe prelevata così com’era, con fasce e sudario, senza darsi la pena di liberarla dalle bende né di ripiegare la pezzuola che avvolgeva il viso del defunto. Sarebbe stato comunque impossibile per chiunque ricollocare le bende distese in ordine così come erano state trovate dai due apostoli.
Quando, invece, Gesù aveva risuscitato il suo amico Lazzaro, ben diversa era stata la scena che si era presentata agli occhi degli astanti: “Appena Maria fu giunta dov'era Gesù e l'ebbe visto, gli si gettò ai piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto». Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: «Dove l'avete deposto?». Essi gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù pianse. Perciò i Giudei dicevano: «Guarda come l'amava!». Ma alcuni di loro dicevano: «Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?». Gesù dunque, fremendo di nuovo in sé stesso, andò al sepolcro. Era una grotta, e una pietra era posta all’apertura. Gesù disse: «Togliete la pietra!». Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno». Gesù le disse: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte da Gesù, credettero in lui” (Giovanni 11:32-44).
Qui a lato è riprodotto l’affresco di Giotto dal titolo “La resurrezione di Lazzaro”, del ciclo Storie di Cristo, che si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova. La figura di Lazzaro risuscitato (ma destinato a morire di nuovo), che esce dal sepolcro con il corpo avvolto dalle fasce (ma privo del sudario che, invece, nel racconto biblico, gli copriva il volto) può far intuire quale incolmabile differenza intercorse fra le due resurrezioni: quella dell’uomo Lazzaro e quella del Figlio di Dio, Cristo Gesù.
Il verbo “credette” riferito all’apostolo Giovanni (testimone della resurrezione di Gesù Cristo), e il verbo “credettero” riferito ai Giudei (testimoni della resurrezione di Lazzaro) è lo stesso: πιστεύω. Quei Giudei, grazie alla resurrezione di Lazzaro, “credettero” che Gesù era il Figlio di Dio; Giovanni, dopo aver visto le fasce che giacevano distese e il sudario piegato in un luogo a parte, “credette” che Gesù era risuscitato dai morti, come profetizzato nelle Sacre Scritture (“poiché tu non abbandonerai l’anima mia in potere della morte, né permetterai che il tuo santo subisca la decomposizione” Salmo 16:10).O.N.
Affidiamo la conclusione di questo articolo all’apostolo Giovanni.
Giovanni 20:24-31 “Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù.Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore». Ma egli disse loro: «Se io non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi e la mia mano nel suo costato, io non crederò».
Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».Poi disse a Tommaso: «Metti qua il dito e guarda le mie mani, stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente».Allora Tommaso rispose e gli disse: «Signor mio e Dio mio!».Gesù gli disse: «Perché mi hai visto Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto».
Or Gesù fece ancora molti altri segni In presenza dei suoi discepoli, che non sono scritti in questo libro.
Ma queste cose sono state scritte affinché voi crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.”
La Redazione
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